'Non lo so ancora. Ma dentro di me qualcosa mi dice di no'. Cosi' il premier Mario Monti in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica alla vigilia della sua conferenza stampa risponde alla domanda se scendera o meno in campo come portabandiera e leader del Centro. E poi spiega che oggi fara' il bilancio dei suoi 400 giorni di governo.
Nella conferenza stampa di oggi fara' ''un bilancio consuntivo'' dei suoi 400 giorni di governo, di come ha ''ereditato una situazione fallimentare'' e di come la lascia, ma leggera' anche ''un memorandum'' agli italiani un programma che a suo avviso dovra' essere attuato nei primi cento giorni di governo, dalla legge elettorale alle liberalizzazioni.
Dopo che avra'' esposto ''gli impegni che ci hanno ridato credibilita' e che non possono essere smantellati senza ripiombare nel precipizio che abbiamo evitato'', Monti si rivolgera' poi direttamente ''al Paese, alla pubblica opinione e alle forze sociali e politiche'' per leggere ''un messaggio, un memorandum''.
Eccone i punti chiave: ''una legge aggiuntiva contro la corruzione; quella varata poche settimane fa e' stata di fatto concordata con la cosiddetta 'strana maggioranza', ma e' manchevole, consapevolmente manchevole di alcuni punti importanti. Bisogna completarla. Altrettanto bisogna fare con le liberalizzazioni. Bisogna rendere piu' penetrante l'azione antitrust in favore della libera concorrenza. Portare a termine l'impegno di abolizione delle Province. Cambiare la legge elettorale basandola sui collegi. Dimezzare il numero dei parlamentari. Portare avanti la riforma fiscale. Difendere fino in fondo la riforma delle pensioni. Cambiare il welfare e creare un sistema generale di ammortizzatori sociali. E soprattutto investire nelle scuole superiori, nell'universita' e nella ricerca''.
Molti punti sono in comune col Pd, secondo Monti, che dice di considerare ''indispensabile'' un'alleanza post elettorale con i democratici. Ma il premier ancora non sa se sara' in prima persona leader del Centro: ''So che Napolitano preferirebbe che io, pur incoraggiando la parte politica a me piu' congeniale, restassi in panchina. Vedro'. La notte porta consiglio''.
Soprattutto per un motivo il Centro va rafforzato: per ''fare muro e limitare il riafflusso alla destra populista'' dice ancora Monti. Berlusconi piu' forte di quanto si crede? ''Per la sesta volta? - ribatte il premier al fondatore del quotidiano - Dopo aver visto quali danni ha fatto all'economia italiana e alla credibilita' del Paese?''.
Secondo Monti il centro attuale, con Casini Fini, Montezemolo e il ministro Riccardi ma senza di lui e' stimato dai sondaggi ''tra il 9 e il 12 per cento''. ''Vedo che i sondaggi su di me mi danno intorno al 40 per cento; alcuni anche di piu'''. E all'ipotesi di un blocco del Centro con Berlusconi risponde che ''non lo fara' mai''. ''Alcune persone per bene, si', vorrebbero venire al Centro e io non sarei contrario''. Oltre a Pisanu, aggiunge, ''ce n'e' qualcun altro''.
Se Casini oscilla tra il 6 e il 7 e Fini con il 2, prosegue, e' perche' ''sono politici fin da ragazzi e la gente non sopporta piu' i politici professionali. Si parla ormai di esperti e di societa' civile. E' questo che non fa decollare il Centro''. Montezemolo, dice, ''rappresenta in qualche modo le imprese. Riccardi e' il fondatore di Sant'Egidio''. Non intende ridar vita alla Dc: ''Nessuno di noi pensa questo e io non mi propongo un obiettivo del genere''.
Allo stabilimento Fiat di Melfi, Monti si e' ''commosso'' davanti agli operai, ma si e' anche ''dispiaciuto'' per quelli rimasti fuori: ''ma non spettava a me di aprire i cancelli''.
Monti oggi illustrera' gli impegni presi che hanno hanno ridato credibilita' all'Italia, ''purtroppo'', osserva, oltre a Grillo e ai berlusconiani ''li contestano anche la Camusso e Vendola. Questa e' una forte differenza tra il Centro e il Pd''. ''Camusso, Vendola e molti altri nel Pd - sottolinea - vogliono e dicono di voler smantellare quello che e' stato fatto. Io sono del parere di Ichino - aggiunge - che del resto e' uno dei piu' fedeli a quel partito e credo nell'onesta' intellettuale di Bersani''.
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