di Pier Paolo Bernasconi
"Danno erariale". Con questa ipotesi di reato la Corte dei conti indaga sul prestigioso Meeting di Rimini, la principale vetrina di Comunione e Liberazione, il movimento ecclesiale fondato da don Luigi Giussani e guidato da don Julián Carrón.
Negli anni 2009-2010 alla Fondazione sono stati destinati 310mila euro di contributi pubblici per migliorare lo stato dei conti, che figuravano in rosso. Ma secondo l'accusa i bilanci sarebbero stati "taroccati" in negativo solo per intascare i sussidi.
Per farsi un'idea, ricordiamo che nell'ultimna edizione gli sponsor ufficiali del Meeting di Comunione e Liberazione erano la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Rimini e la Repubblica di San Marino, ma fra i maggiori contributori figuravano le societa Enel e Finmeccanica, entrambe controllate dallo Stato, oltre a Banca Intesa Sanpaolo e Wind. La Fondazione ha ricevuto finanziamenti anche dalle aziende sotto controllo pubblico Eni, Trenitalia e A2a, dai concessionari pubblici Lottomatica e Autostrade, dala societa di costruzioni (specializzata in "grandi opere") Consta, oltre che da Fiat, Coop, Sky, Nestle e dal Consorzio Grana Padano.
La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo dopo che la Procura di Rimini, l'11 dicembre, ha ordinato il sequestro di un milione e 200mila euro di beni mobili e immobili della Fondazione Meeting per l'Amicizia tra i Popoli (l'ente che ogni anno organizza l'incontro di Cl) e di tre dirigenti dell'ente: il direttore Sandro Ricci, il responsabile amministrativo Roberto Gambuti e il rappresentate legale Massimo Conti, accusati di "truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche" e indagati "per gravi e precise responsabilita nella ideazione e nella realizzazione di un disegno criminoso".
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